Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di The Green Hornet - Michel Gondry - W2M
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Green HornetGreen Hornet, The
di Michel Gondry (2011)

Nel 2011 sono previsti diversi film su supereroi e similia; il primo in sala, appunto The Green Hornet, non nasce da un fumetto, ma da una trasmissione radiofonica degli anni Trenta, divenuta un telefilm con Bruce Lee negli anni ’60, trasmesso spesso in accoppiata con il Batman di Adam West. The Green Hornet ha dei personaggi un po’ sfigati, sognatori e immaturi, un cocktail ideale per un visionario come Michel Gondry (Oscar per la sceneggiatura di Se mi lasci ti cancello), che ha cercato di realizzare un film creativo con un mix di azione e di umorismo. Protagonista è il figlio grassoccio e goffo di un magnate dell’editoria (Tom Wilkinson), che conosciamo durante una solenne sgridata – con decapitazione del giocattolo preferito – da parte del padre. Passano venti anni e il ragazzino “disadattato” è diventato un goffo debosciato dedito a sempre nuove conquiste femminili e la cui massima trasgressione è portarle abusivamente nel garage “sancta santorum” dove il padre conserva una notevole collezione di automobili. A causa di una supposta puntura di un’ape Britt Reid (questo il nome del gaudente ragazzo, interpretato da Seth Rogen – Strafumati, Molto incinta) si trova proiettato al vertice dell’impero paterno, con la responsabilità di The Daily Sentinel, importante quotidiano. Un mondo totalmente sconosciuto, ma è la scoperta di non avere più il suo ottimo cappuccino che lo getta nel panico. Infatti, la “sublime bevanda” veniva preparata dal meccanico del padre, un genio orientale con la passione delle elaborazioni, licenziato con gli altri domestici alla morte del genitore. Il giovane Kato (la popstar taiwanese Jay Chou molto elettrizzato dall’idea di ricoprire il ruolo che fu della leggenda Lee), richiamato immediatamente in servizio, si rivela un pozzo di idee e un compagno ideale per crearsi una “doppia vita”. Primo compito: decapitare la statua del padre! Ma nella stessa occasione si trovano a sottrarre dei malcapitati a una brutta esperienza e scoprono la “bellezza” di “violare la legge, per combattere il crimine”. Forte del suo quarto potere (la stampa) impone a The Daily Sentinel una strategia per cui questo “essere mascherato” diventa un protagonista della vita cittadina. Nel corso di un brain storming della redazione viene trovato anche il nome: Green Hornet, il calabrone verde, perché Green Bee non suona proprio bene… (la scomparsa del padre ritorna spesso nella mente e nelle azioni di Britt). Un aiuto importante alla crescita di notorietà del Calabrone viene anche dall’assunzione di Lenore, una pimpante “vecchia” (ha ben 36 anni!) segretaria con il corpo e la faccia di Cameron Diaz. Inevitabilmente, Green Hornet attrae l’attenzione di colui che controlla la malavita di Los Angeles: tale Benjamin Chudnofsky affetto dalla costante paura di non incutere abbastanza terrore e di avere un nome impronunciabile. Chudnofsky, che poi diverrà Sanguinosky, ha il volto di Christoph Waltz (Bastardi senza gloria), molto bravo nel caratterizzare le crisi di mezza età del personaggio. Con le loro azioni i due “non eroi” arriveranno a scoprire cosa davvero si nasconde dietro a persone e fatti che hanno caratterizzato la storia recente della città. Un film simpatico, a volte ironico, ben recitato, con un buon 3D, valido per tutta la famiglia per 119 minuti di divertimento.

GIUDIZIO: WW