Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Il Cigno nero - Darren Aronofsky - W2M
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Cigno neroCigno nero, Il
di Darren Aronofsky (2011)

Che fosse brava lo si era già visto sia nel lontano 1994, a solo 13 anni, quando nel film Léon di Luc Besson interpretava la piccola Mathilda, sia nella caratterizzazione della regina Amidala nella trilogia prequel di Guerre Stellari; con il personaggio di Nina, Natalie Portman ha raggiunto il massimo per un’attrice: l’assegnazione della prestigiosa statuetta come “miglior attrice protagonista”. Il film racconta la storia di una ragazza, figlia di una ballerina i cui sogni di notorietà sono stati infranti dalla scelta d’amore, che da quando è piccola si dedica anima e corpo alla danza classica. I suoi sforzi sono finalmente ricompensati nel momento in cui il coreografo (interpretato da un ottimo Vincent Cassel) la sceglie come prima ballerina del Lago dei Cigni per tutte e due le figure: Odette, il cigno bianco, e Odile, il malvagio e sensuale cigno nero che con un sotterfugio ruberà l’amore del principe e spingerà Odette a una scelta senza ritorno. Nina è bravissima dal punto di vista tecnico e perfetta per la parte del cigno bianco, ma è rigida e manca di sex-appeal nella versione Odile. L’inserimento nel corpo del balletto di una nuova ballerina (interpretata da Mila Kunis) la porta a scatenare le sue insicurezze, trasformando la paura inconscia di essere messa da parte – come è successo alla precedente prima ballerina (una rediviva Winona Ryder) – a favore della ben più sensuale Mila in qualcosa al limite della paranoia. In un crescendo di situazioni ambigue, di creazioni fatte da una mente instabile e di azioni masochiste, Nina riesce a dare il meglio di se stessa alla prima del balletto scatenando l’ammirazione del numeroso pubblico, ma a quale prezzo! Il film è stato vietato ai minori di anni 14 per alcune scene violente e per situazioni ritenute scabrose. Sulle arie del celebre balletto russo musicato da Pëtr Il'ič Čajkovskij, che ha visto nei ruoli principali i più importanti danzatori classici, es Carla Fracci, Rudolf Nureyev…, e che è considerato forse il più famoso tra le grandi opere, si deduce che la danza è qualcosa che incanta, per la quale spesso si sacrifica molto (a volte troppo) e che oltre a saper danzare bisogna avere anche una grande forza d’animo, per non farsi travolgere dalle sfide e dalle paure. Ben recitato da tutti i principali attori, il film riesce a trasmettere agli spettatori l’atmosfera che si respira in una scuola di danza prima del debutto; fa anche capire come sia facile perdersi nei meandri delle proprie paure e come possa essere labile il confine tra il reale e ciò che si vuole credere tale. Alcune delle scene più forti possono scatenare discussioni e chi non apprezza il balletto può trovare esagerati certi assunti, tuttavia il regista è riuscito a realizzare un buon prodotto, entrato nelle nomination degli Oscar come miglior regia e miglior film.

GIUDIZIO: WW