Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Cappuccetto Rosso Sangue - Catherine Hardwicke - W2M
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Cappuccetto Rosso SangueCappuccetto Rosso Sangue
di Catherine Hardwicke (2011)

La regista di Twilight torna sugli schermi di tutto il mondo con una versione dai toni horror della fiaba scritta per la prima volta nel 1697 da Charles Perrault attingendo alla tradizione popolare e poi rivista dai fratelli Grimm nell’800. Valerie (Amanda Seyfried reduce dal successo di Mamma Mia! e vista recentemente in Letters to Juliet) vive con i genitori (Virginia Madsen e Billy Burke) e la sorella Lucie nel piccolo villaggio di Daggorhorn (realizzato appositamente nei dintorni di Vancouver in Canada) in epoca medioevale. Fin da piccola Valerie è sembrata diversa dalle altre bambine: bionda, di una bellezza delicata, sempre pronta a correre, salire sugli alberi e giocare con Peter. Passano gli anni e lui diventa un taglialegna molto fascinoso a cui dà il volto Shiloh Fernandez (a suo tempo era stato scelto per l’Edward di Twilight, ma poi gli era stato preferito Robert Pattinson); Valerie se ne innamora, ma i suoi genitori la destinano a Henry, figlio del fabbro locale, il personaggio più facoltoso del villaggio. Henry (Max Irons, figlio del famoso Jeremy) è dolce, sensibile ma, agli occhi di Valerie, molto meno interessante di Peter. Il villaggio è infestato da un lupo mannaro che da diversi anni si accontenta delle offerte dei migliori animali; purtroppo però in occasione della luna rossa la situazione cambia e la prima a farne le spese è Lucie. La paura e i sospetti si insinuano negli abitanti, che vanno a caccia del lupo e, a prezzo della vita del padre di Henry, uccidono ciò che loro ritengono l’immonda bestia. Ma non è così. Il parroco del villaggio ha infatti chiamato Padre Solomon, un riconosciuto cacciatore di lupi mannari con piccolo esercito al seguito. Egli mostra come quello ucciso sia un semplice lupo grigio: infatti, il lupo mannaro morto torna al suo aspetto umano. Inoltre, la luna rossa è una tappa fondamentale nel percorso perché è il momento in cui con il suo morso il licantropo si accaparra dell’anima della vittima e trasmette il suo potere. Valerie ha anche una nonna (che ha le fattezze di Julie Christie, 70 anni portati magnificamente) che vive nella foresta e che le regala uno stupendo mantello rosso da lei tessuto pensando al suo prossimo matrimonio. La spirale di sangue scatenata dal lupo porta a sospettare di chiunque e a vedere negli altri il nemico. A questo clima di sospetto contribuiscono Padre Solomon e la capacità di Valerie di capire ciò che dice il lupo durante un incontro ravvicinato. Solomon (Gary Oldman in un altro ruolo fantastico dopo Sirius Black nella saga di Harry Potter) non aspetta altro: ha trovato l’esca, per la sua trappola. Ma non ha fatto i conti con i due innamorati di Valerie e con l’amicizia che, nonostante tutto, lega le ragazze del villaggio. In un confronto sanguinoso tra gli umani e il lupo, la conclusione della storia è insospettabile. Dal film – che tra i produttori vanta anche Leonardo DiCaprio – è stato tratto un libro dal titolo omonimo e scritto dall’esordiente Sarah Blakley-Cartwright, che ha saputo infondere alla storia più fascino e mistero degli autori del lungometraggio. Il film, infatti, è un po’ superficiale e, anche se – come ha dichiarato la regista – punta a evidenziare gli aspetti psicoanalitici della natura umana e la sensualità dei protagonisti (il mantello rosso è un simbolo della crescita sessuale), non riesce ad approfondire i personaggi, né a creare la giusta suspence. Anche la scelta finale (che nel libro non c’è) dà la sensazione di essere un po’ “raffazzonata”: bisogna avere un colpevole a tutti i costi, non importa se sui generis. Cappuccetto rosso sangue è il primo di una serie di lungometraggi a sfondo fiabesco. Sono in arrivo Hansel & Gretel con Gemma Arterton, La Bella e la bestia con Vanessa Hudgens e Alex Pettyfier, Jack the Gian Killer con Ewan McGregor e Nicholas Hoult. Perché le fiabe continuano a far parte della storia umana, pur nel terzo millennio…

GIUDIZIO: W 1/2