Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare - Rob Marshall - W2M
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Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del marePirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare
di Rob Marshall (2011)

Avevamo lasciato il “Capitan Jack Sparrow” su una barchetta, mentre la sua Perla Nera gli era stata sottratta per l’ennesima volta, alla ricerca della Fonte dell’eterna giovinezza; lo ritroviamo in questo quarto capitolo a Londra, sempre alla caccia di una nave e impegnato a salvare dalla forca il nostromo Gibbs (Kevin R. McNally) (nella città ritrova anche il padre, il Rolling Stones Keith Richards in un cameo inizialmente non previsto, ma che porta al film una delle battute più belle “…Con questa faccia pensi che abbia fatto ricorso alla Fonte della giovinezza?”). Il film inizia a Cadice (Spagna) con il ritrovamento nelle reti da pesca di un uomo ancora vivo che consegna alla corte spagnola un diario con le indicazioni per trovare i calici indispensabili a raccogliere l’acqua della fonte. Una circostanza che induce immediatamente il re spagnolo a salpare. Ma anche gli inglesi sono interessati alla conquista: re Giorgio (con la faccia e il lardo dello zio Vernon della saga di Harry Potter, ovvero Richard Griffiths) fa catturare Jack perché fornisca le indicazioni al corsaro al servizio della casa reale. Che altri non è se non il capitan Barbossa (Geoffrey Rush) al comando della Providence. Da bravo navigatore, infatti, ha capito da che parte stare… Ma capitan Barbossa ha anche un altro motivo per riprendere il mare al più presto: vendicarsi di Barbanera (la new entry Ian McShane) che, oltre ad avergli affondato la Perla Nera, l’ha costretto a tagliarsi un pezzo di gamba, per salvarsi. Jack scopre prestissimo che a Londra c’è qualcuno che si spaccia per lui; la sorpresa è ritrovarsi a combattere con una persona del suo passato: la bella Angelica (altra new entry, cioè Penélope Cruz, incinta durante la registrazione, tanto che alcune scene sono state girate dalla sorella Monica), figlia del pirata Barbanera. Bella, bugiarda, intrigante, forse innamorata di Jack (e può essere che lo sia anche lui di lei), Angelica lo trascina con l’inganno a bordo della Queen Anne’s Revenge, il veliero del cattivissimo Barbanera, perché li porti alla Fonte. I tre equipaggi - gli spagnoli, gli inglesi di Barbossa, Jack e Barbanera - cercano di raggiungere l’oggetto del desiderio, ma prima bisogna procurarsi una lacrima di sirena e i calici. E’ Barbanera che con il terrore e senza scrupoli organizza un’imboscata e imprigiona una sirena, per portarla con sé allo scopo di ottenere una lacrima al momento giusto. Tra le sirene, esseri bellissimi, ma crudeli, troviamo altre new entry della quarta puntata: Gemma Ward, la modella 23enne australiana diafana e quasi evanescente, e Astrid Bergès-Frisbey, altra bellezza che dà volto e corpo a Serena, che – insieme con il missionario Philip (Sam Clafin l’attore inglese che riceve dal connazionale Bloom l’eredità del “belloccio” della saga) – sarà protagonista del viaggio verso la Fonte. Jack e Barbossa si ritrovano alleati per sottrarre agli spagnoli i calici e tutti partecipano allo scontro finale che ha i suoi giusti colpi di scena, per lasciare aperta la porta a una già prevista quinta puntata. Il quarto capitolo della serie ha al timone Rob Marshal, regista di Chicago, pluripremiato, ma anche del flop Nine. Dopo il no di Orlando Bloom e Keira Knightley, gli autori e il produttore (rimasto Jerry Bruckheimer) hanno puntato su Penélope Cruz. La coppia Depp-Cruz è bella, ma non riesce a creare chimica; inoltre, la Disney ha proposto la versione 3D, ma sembra più una scelta per rispondere a una moda. Infatti, la versione 2D ha ben poco di diverso (e il biglietto costa meno). La trilogia di Gore Verbinski (che ha significato per le casse della Disney un mare di soldi e la cui prima puntata fruttò a Depp una nomination agli Oscar) aveva portato al successo il filone piratesco, mai troppo apprezzato dal pubblico, è di gran lunga più apprezzabile del lavoro di Marshall. Forse c’è bisogno di una pausa, ma il film ha poco ritmo e 141 minuti risultano troppo lunghi, anche per il piacere di rivedere Depp nei panni del suo personaggio più riuscito e famoso.

GIUDIZIO: W 1/2