Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Hunger Games - Gary Ross - W2M
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Hunger GamesHunger Games
di Gary Ross (2012)

Il 2008 è stato un anno particolare per la scrittrice Suzanne Collins che da praticamente sconosciuta ha visto aprirsi le porte del successo grazie a The Hunger Games, primo racconto di quella che si avvia a essere una saga di culto (il primo, il secondo La ragazza di fuoco e il terzo volume Il canto della rivolta, in libreria da maggio, sono pubblicati in Italia da Mondadori). Non poteva, quindi, mancare la trasposizione cinematografica che, nel primo week-end di proiezione negli USA, ha incassato oltre 152 milioni di dollari. Dopo i maghi di Hogwarts e i vampiri di Twilight, ritornano protagonisti “semplici” ragazzi e ragazze in un’ambientazione sci-fi post-apocalittica. Ci troviamo nella Terra di Panem, più o meno quello che furono gli Stati Uniti d’America, nella cui capitale Capitol City ogni anno vengono dedicati alcuni giorni a delle prove che tanto ricordano il periodo dei gladiatori, gli Hunger Games appunto (letteralmente i giochi della fame). Come si è arrivati a ciò? Dopo una guerra sanguinosa e cruenta, i vincitori hanno diviso la Terra di Panem in dodici Distretti dominati in modo ferreo da Capitol City sotto l’egida di un Presidente (l’attuale, di nome Snow, ha il volto di Donald Sutherland). Ciascun distretto fornisce ogni anno due Tributi, ovvero un ragazzo e una ragazza tra i dodici e i diciotto anni scelti tramite una lotteria, che devono scontrarsi tra loro con l’obiettivo di arrivare alla fine come unico vincitore. Tutto è permesso per mangiare e sopravvivere; ogni morte di Tributo viene sottolineata da un colpo di cannone e dalla proiezione della sua immagine in modo che gli altri sappiano. Perché gli Hunger Games sono prima di ogni altra cosa un’arena televisiva, con un seguito di pubblico ai massimi livelli. Intorno ai Tributi si muove un mondo di preparatori, stilisti, mentori, sponsor ecc che ricorda molto gli attuali talent show. E’ il Distretto 12 (uno, se non il più, reietto) che fornisce uno spunto mediatico molto interessante: per la prima volta una ragazza si offre volontaria. E’ Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence, Mystica in X-Men L’inizio, che ha già avuto una nomination all’Oscar per Un gelido inverno) che si è proposta al posto della sorellina. Lei e il figlio del fornaio, Peeta Mellark (Josh Hutcherson, Un ponte per Terabithia, Viaggio al centro della Terra 3D, Viaggio nell’isola misteriosa) sono i Tributi del Distretto 12. Aiutati dalla guida Effie Trinket (Elizabeth Banks, 40 anni vergine), dal mentore Haymitch (Woody Harrelson, Amici di letto) e soprattutto dallo stilista Cinna (Lenny Kravitz) Katniss e Peeta attraggono l’attenzione del presentatore del reality show, Caesar Flickerman (un capelluto Stanley Tucci) e di alcuni sponsor. Katniss vuole tornare a casa dalla sorellina e dal suo amico Gale Hawthorne (Liam Hemsworth, fratello minore del più conosciuto Chris/Thor), ma per raggiungere questo obiettivo deve lottare, uccidere e accettare l’amore di Peeta dichiarato in mondovisione. All’insegna delle esigenze dell’audience e dell’esposizione mediatica. E’ probabilmente questo aspetto, molto simile a quello che accade davvero, che ha attirato gli adolescenti; il film, tuttavia, non è sorretto da una grande sceneggiatura. E’ un po’ ingenuo, un po’ superficiale e a volte quasi noioso. Belli i costumi e spettacolare l’entrata in scena (il collegamento con i gladiatori e l’arena romana non è casuale) di Katniss e Peeta per la presentazione studiata da Cinna, che fa meritare alla giovane l’appellativo di “ragazza di fuoco”. Molto probabilmente anche i successivi volumi saranno trasformati in film, così da dare in pasto agli adolescenti un’altra saga ora che Twilight è alla fine.

GIUDIZIO: W 1/2