Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Prometheus - Ridley Scott - W2M
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PrometheusPrometheus
di Ridley Scott (2012)

Uscito in Italia alcuni mesi più tardi rispetto ad altri paesi, per scelte distributive italiane oppure per priorità stabilite dai produttori americani, Prometheus non è – come ha sottolineato il regista – il prequel di Alien, ma ha l’ambizione di vivere di vita propria, pur fornendo alcune risposte alle domande create dal lungometraggio originale, uno dei capolavori di Scott (regista anche della pietra miliare Blade Runner…). Costato 130 milioni di dollari (ne ha già incassati oltre 300) ha, tra le sue caratteristiche positive, gli effetti speciali di altissimo livello e un’ottima recitazione grazie al cast di elevata qualità. Tuttavia, è molto difficile riuscire a realizzare qualcosa che, a distanza di oltre trent’anni, diventi uno spartiacque nel mondo della sci-fi. Alien, infatti, aveva cambiato – come pochi altri – la percezione della fantascienza cinematografica, con la sua claustrofobia, la paura strisciante e gli alieni mostruosi (pensati e concretizzati dal genio di Carlo Rambaldi nel lontano 1979) capaci di togliere agli spettatori la serenità. Prometheus è lontano anni luce da tutto ciò: è quasi noioso e non aggiunge né toglie alcunché. In altre parole: se anche non fosse stato realizzato, nessuno ne avrebbe sentito la mancanza. La storia parte nel 2089 quando gli scienziati Elizabeth Shaw (Noomi Rapace, la Lisbeth della versione originale di Uomini che odiano le donne) e Charlie Holloway (Logan Marshall-Green) scoprono in una grotta di un’isola scozzese dei graffiti preistorici che mostrano, come altri luoghi già portati alla luce nel mondo, un particolare sistema stellare. I due scienziati credono che sia IL sistema, quello dove si possono trovare le risposte alle domande “chi siamo”, “da dove veniamo” a cui l’umanità tenta di dare una spiegazione da sempre. Grazie al loro entusiasmo riescono a convincere il vecchio e malandato magnate Weyland a sovvenzionare il viaggio; nel 2093 loro, insieme con un gruppo di volontari, esperti in diverse discipline, sono nello spazio a bordo della nave Prometheus. Il nome è stato voluto da Scott, per sottolineare il rimando al mito greco del più forte dei Titani che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini e, per questo, venne punito e condannato a essere torturato da un’aquila che ogni giorno gli divorava il fegato ricresciuto durante la notte. Sulla nave l’unico sveglio è l’androide David (un convincente Michael Fassbender), anche lui – come l’intelligenza artificiale del primo Alien – sufficientemente ambiguo. L’arrivo nei pressi del pianeta obiettivo della spedizione porta al risveglio di tutto l’equipaggio, tra cui spicca la bionda e sinuosa Meredith Vickers (Charlize Theron, sempre bella e in parte) colei che rappresenta la compagnia finanziatrice. L’esplorazione di quello che, erroneamente, viene creduto un mondo morto porta al risveglio di entità malvagie o, forse, solo egoisticamente pronte a prolungare la propria genìa. In un crescendo di situazioni pericolose, con sfoggio di violenza e sangue (il film è vietato ai minori di 14 anni), l’equipaggio viene decimato. Ancora una volta, è una donna l’unica a sopravvivere, determinata a cercare le risposte alle nuove domande aperte da ciò che è stato scoperto. Il film è disponibile in due versioni: 3D e 2D.

GIUDIZIO: W 1/2