Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Cogan - Kiiling Them Softly (R.Z.) - Andrew Dominik - W2M
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Cogan - Kiiling Them Softly (R.Z.)Cogan - Kiiling Them Softly (R.Z.)
di Andrew Dominik (2012)

Il neozelandese Dominik, alla sua terza prova dopo il prison movie Chopper e il western “diverso dal solito” L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, è uno di quei registi che suscitano nel pubblico sentimenti contrastanti. Anche Cogan costituisce una sorta di drastico cambiamento nel genere gangster movie e i giudizi viaggiano dal “capolavoro” al “noioso” come se non si parlasse della stessa opera. Il film trae ispirazione dal libro “Cogan’s Trade” del 1974, scritto dall’ex procuratore aggiunto di Boston George V. Higgins, autore molto caro a Tarantino. Nella realizzazione del suo lungometraggio, Dominik usa in equal misura l’attualità politica e la ampollosità verbale di Tarantino, il tutto condito da inquadrature e ralenty a effetto. Rispetto al libro, il film è ambientato in Louisiana nell’anno della prima volta di Obama; lo scontro elettorale, il passaggio di poteri tra Bush e Obama e l’inizio della crisi economica fanno da sfondo politico alla vicenda. Cogan (Brad Pitt, bravissimo nel caratterizzare il personaggio, che è anche produttore della pellicola) è un killer di “alto livello”, con una sua specificità: uccide da lontano, perché da vicino “urlano, chiamano la mamma, non sono dignitosi”. Viene chiamato dall’avvocato Driver (Richard Jenkins), colui che nella buona tradizione mafiosa gestisce i rapporti con le persone di adeguata utilità, per risolvere un problema presentatosi a causa di una seconda rapina alla bisca di Markie (Ray Liotta), che già ha un precedente. L’appropriazione indebita è in realtà opera di due balordi (Frankie – Scoot McNairy – e Russell – Ben Mendelsohn), ma la pulizia deve essere generale. Per questo, Cogan coinvolge un altro killer, con il quale ha positivamente collaborato altre volte, a cui dà volto James Gandolfini. Purtroppo è ormai bolso e costantemente ubriaco, tanto da spingere Cogan a una soluzione diversa, ma non per questo meno drastica. Violento quasi o forse più di Killer Joe, il regista ama sottolineare le scene più crude appunto con il ralenty, Cogan non è vietato ai minori. E’ l’ipocrisia dei benpensanti che si fa sentire: qui non ci sono scene di sesso, né si tocca la famiglia, un valore che nella realtà mostra sempre più segni di disfacimento. E così si assiste alla stupidità di qualcuno che porta con sé bambini che dovrebbero – invece – essere protetti (visti a Milano una domenica in prima serata). Il film ha momenti di grande regia e sarà sicuramente apprezzato da coloro che amano il modo di esprimersi di Tarantino. Anche la recitazione degli attori è di elevata qualità; certo non è per tutti, ma è già l’argomento trattato che dovrebbe selezionare gli spettatori.

GIUDIZIO: WW 1/2