Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di On the road (R.Z.) - Walter Salles - W2M
W2M - Home Page
W2N Welcome to the News
W2N Welcome to the News INHUMANE RESOURCES di Michele Pastrello
W2N Welcome to the News Maria Grazia Cucinotta e Graziano Debellini per la rinascita di L'Aquila
W2N Welcome to the News ULTRACORPO, il nuovo corto di Michele Pastrello
W2M Newsletter
W2M Newsletter
Iscriviti

W4M Written for the Movies
Quante volte ti è capitato di leggere un libro e augurarti che ne venisse fatto subito un film?
W4M trasforma il tuo libro in un film!
Breaking News
Breaking News
Autore:
Frank Schatzing
Anno:
2014
Archivio W4M's
Segnala il tuo W4M

M4M Music for the Movies
Kill Bill Vol. 1
Kill Bill Vol. 1
Archivio M4M's
Segnala il tuo M4M

W2M Trivia
Mi chiamo Wolf, risolvo problemi.
INDOVINA IL FILM INFO



 
 
AT HOME | Scheda Film


On the road (R.Z.)On the road (R.Z.)
di Walter Salles (2012)

La trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Kerouac, ritenuto il manifesto generazionale della Beat Generation, era stata considerata troppo difficile da Marlon Brando, e ha comunque avuto un lungo percorso prima di approdare sullo schermo. Francis Ford Coppola ne aveva comperato i diritti, ma le proposte a Jean-Luc Godard, a Brad Pitt e a Gus Van Sant non sono state tradotte in pratica. Finalmente Walter Salles (che vanta già l’ottima prova “sulla strada” de I diari della motocicletta) ha realizzato un film dal tanto discusso capolavoro dello scrittore “maledetto”. Purtroppo, un’opera così particolare è molto difficile da rendere cinematograficamente; nonostante la buona recitazione e “le physique du role” dei protagonisti, il risultato non è eclatante. A volte noioso, non riesce a rendere ciò che ha fatto la fortuna del racconto, al di là della sregolatezza e delle perversioni, cioè l’aspirazione a una libertà davvero globale. Quello che si nota, magari non voluto dal regista, è un linguaggio troppo levigato e troppo tipico di Hollywood, purtroppo lontano dallo spirito ribelle del libro. Ambientato alla fine degli anni ’40-inizio ’50 del secolo scorso, vede l’aspirante scrittore Sal Paradise (Sam Riley), alter ego di Kerouac, incontrare Dean Moriarty (Garrett Hedlund) - alter ego letterario di Neal Cassidy, altro importante protagonista della Beat Generation -, uno scapestrato ex pregiudicato dal fascino maledetto. Dean entra nella compagnia di Sal, che rimane affascinato dalla sua vita piena di droga, sesso e senza regole. Sal decide, quindi, di accompagnare Dean e la sua spregiudicata moglie Marylou (una seducente e disinibita Kristen Stewart, fortemente voluta dal regista che “l’aveva adorata in Into the Wild” – parole di Salles) in un viaggio attraverso gli Stati Uniti, con sconfinamento nel Messico, alla ricerca di qualcosa che nemmeno loro sanno bene cosa sia. Sal prende continuamente appunti, con l’idea di trovare la vera ispirazione per un libro, Dean passa da un’esperienza di droga e sesso all’altra. Infedele per natura, Dean divorzia presto da Marylou (salvo ritrovarsi più volte, per godere delle piacevolezze carnali), per sposarsi con Camille (Kirsten Dunst, diventata anche nella vita la compagna di Hedlund) e mettere al mondo due figlie. Sal mette fine al suo viaggio e alla sua discesa nell’abisso quando capisce che è tempo di porre un limite. E in pochi giorni traduce nero su bianco la sua esperienza; ed è effettivamente ciò che è successo a Kerouac quando nel 1951 in tre settimane scrive il libro in tre settimane su 37 metri di carta da telescrivente. Dean, invece, non riesce a uscire dalla sua maledizione e precipita in un abisso senza fondo, abbandonato da Marylou, da Camille e dagli amici. Il cast è notevole: Sam Riley, Garrett Hedlund (che ha rinunciato a film importanti, per avere il ruolo di Dean), Kristen Stewart (che non sfigura affatto nel ruolo di Marylou, sicuramente meglio della “sua” Biancaneve, nel recente Biancaneve e il cacciatore), Kirsten Dunst, Viggo Mortensen, Steve Buscemi, per citare i principali. Tuttavia, non è sufficiente. Meglio, molto meglio, il libro.

GIUDIZIO: W 1/2