Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Skyfall - Sam Menedes - W2M
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SkyfallSkyfall
di Sam Menedes (2012)

La saga di Ian Fleming compie 50 anni: degnamente celebrati. Infatti, il nostro ha avuto l’onore di scortare nientemeno che la vera Regina Elisabetta in una riuscitissima entrata d’effetto alle ultime Olimpiadi estive. Oltre ad avere un regista premio Oscar (ben cinque al debutto, tra cui miglior film, con American Beauty), per un lungometraggio tanto atteso. In effetti, Skyfall – il primo che non è tratto da un romanzo di Fleming, ma scritto appositamente – ha dovuto fare i conti con l’imprevista crisi economica. A lungo si è temuta la cancellazione, per mancanza di fondi da parte MGM; tuttavia, le migliaia di proteste giunte e l’attesa dei fan hanno avuto la meglio. Per fortuna! Il lavoro fatto da Mendes è di altissimo livello. Probabilmente, il miglior Bond mai girato. Tutto è di ottima qualità: Daniel Craig caratterizza un James Bond più umano e reale di quanto sia mai stato. Tanto che Roger Moore ha dichiarato di lui: “Non è alto, né bello, non ti giri per strada a guardarlo. Così devono essere i killer, mi piace molto”. Il villain di turno è altrettanto reale. Javier Bardem è strepitoso: irrealmente biondo, dà al suo personaggio psicopatico un’ambiguità e una cattiveria, che affonda le radici in un presunto tradimento, permeate in tutte le sue azioni. Magnifica M Judi Dench, forse all’ultima presenza in un film di 007 (perché “mai dire mai”…), altrettanto valide le due Bond Girl: Bérénice Marlohe, una modella e attrice francese finora conosciuta solo per piccole parti televisive e, soprattutto, Naomie Harris, la Tia Dalma dei Pirati dei Caraibi. Quest’ultima è protagonista di molte scene d’azione, già dall’inizio. E, all’ultimo, diventa il trait-d’union tra la “vecchia” e la “nuova” gestione dell’MI6. Il cambiamento è un altro dei temi trattati dal film di Mendes. A tratti sembra che gli autori abbiano tratto spunto dalla “rottamazione” di cui si sente spesso parlare nella politica italiana… In Skyfall torna Q – che nei primi due film di Craig non appariva – interpretato dal giovane Ben Whishaw, che scambia caustiche battute con 007 a proposito dell’età di entrambi (“L’età non è garanzia di efficienza”, “La giovinezza non è garanzia di innovazione”, due delle frasi culto del lungometraggio). Cinquant’anni di Bond vogliono dire anche gadget tecnologici: dalle penne esplosive all’Aston Martin equipaggiatissima, che hanno segnato la storia di 007. Meno “gadgetistico” di chi l’ha preceduto (il top è stato toccato da Brosnan), Craig in Skyfall ritrova la storica Aston Martin DB5 e fa assumere un ruolo determinante a una “normale” mini-radio, ma la tecnologia che la fa da padrone è la rete… Nel cast anche un bravo Ralph Fiennes nei panni di un “ispettore” messo dal Governo, per verificare il lavoro di M, che alla fine amerà l’organizzazione. La storia inizia a Istanbul (emozionante la scena sui tetti del mercato) con Bond e la sua collega impegnati nell’inseguimento di un agente avversario che ha trafugato il drive contenente tutte le informazioni relative agli agenti infiltrati. E’ qui che Bond sembra trovare la morte. Il suo ritorno avviene quando il quartier generale dell’MI6 è oggetto di un attacco terroristico. Sotto scacco sembra proprio M, sia da parte dell’ignoto attentatore, sia da parte del Governo britannico. In un crescendo di suspence, l’azione viaggia da Londra a Shanghai, a Macau, alla ricerca del drive e di chi c’è dietro il tutto. Per finire, a Skyfall, la vecchia magione della famiglia Bond in Scozia, dove ci sarà la resa dei conti. 147 minuti di pura evasione, interessante e coinvolgente. Per gli amanti dell’agente per antonomasia, per chi ama i buoni film, per chi desidera passare due ore divertendosi e apprezzando il lavoro di professionisti della recitazione (e degli effetti speciali, della sceneggiatura, della regia).

GIUDIZIO: WW 1/2