Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Argo (R.Z.) - Ben Affleck - W2M
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Argo (R.Z.)Argo (R.Z.)
di Ben Affleck (2012)

Per il suo ritorno dietro la macchina da presa, Affleck ha scelto una storia vera. Un fatto di cronaca (e una riuscita azione della CIA) che, pur essendosi svolta nel 1979, è stata resa nota solo nel 1997 con la declassificazione di molte azioni coperte da segreto effettuata dal Presidente Clinton. Il film inizia con un riassunto dei fatti principali che hanno portato in Iran al ritorno dell’Ayatollah Khomeini e alla proclamazione della repubblica islamica. Fatti culminati il 4 novembre 1979 con l’assalto dell’ambasciata americana e il conseguente sequestro di 52 persone (che rimarranno ostaggi per più di 400 giorni). In mezzo al caos seguito all’occupazione, sei americani riescono a fuggire e a ripararsi nella casa dell’ambasciatore canadese Ken Taylor (Victor Garber). Urge trovare un’idea, per riportarli a casa, perché – ciò che rischiano – è la vita in caso fossero scoperti. La situazione viene seguita dal Ministero degli Esteri che avoca a sé la responsabilità dell’azione, togliendola alla CIA. Ma le idee che buttano sul tavolo (es: fornire loro delle biciclette, per uscire dal paese e arrivare in Turchia, fingere che siano dei docenti ecc) non sono perseguibili secondo i più esperti agenti. E’ in questa situazione che uno dei principali funzionari della CIA (Bryan Cranston) coinvolge Tony Mendez (Ben Affleck), un agente operativo che ha già al suo attivo vari successi. La sua idea è piuttosto inusuale: fingere in modo credibile di realizzare un film di fantascienza e, per questo, fare un sopralluogo in Iran dove verrebbero girate le scene principali. Per rendere più credibile a un eventuale controllo tutta la faccenda, Tony coinvolge due personaggi reali di Hollywood, un artista del make-up (John Goodman) e un produttore californiano (Alan Arkin) che mettono in piedi la finzione. Il film è presto trovato in uno dei copioni che, giornalmente, arrivano sui tavoli dei produttori: Argo, questo il titolo, racconta di una lotta contro gli alieni invasori fatta da contadini che si uniscono e, con la forza della disperazione, diventano combattenti e vincitori. Una storia perfetta, per l’infiammato e sospettoso Iran rivoluzionario. Tony arriva a Teheran e convince i sei a entrare nella loro parte di crew arrivata in Iran per i sopralluoghi. Il tempo stringe e tutto sembra precipitare. Ma, come la storia diventata cronaca ci dice, la sfida di Tony è vincente. Il film è molto ben recitato e Affleck riesce, per quasi tutta la durata del lungometraggio, a realizzare un prodotto sopra le parti. Peccato la piccola cessione finale al melodramma americano del ritorno a casa dell’eroe… Poteva davvero essere evitata. A parte ciò, il lavoro è buono. Ovunque sia stato presentato – da Toronto a San Sebastian – l’opera ha raccolto commenti molto positivi, tanto che potrebbe essere in corsa per gli Oscar e potrebbe regalarne un secondo a Ben Affleck, dopo quello vinto nel 1998 per la sceneggiatura di Will Hunting. L’urlo di battaglia del film “Argo, fuck yourself!" (Argo, va a fan…) oltremare è diventato un cult. E trae origine dalla battuta con la quale il vero produttore rispondeva a chi gli domandasse cosa significava il titolo del film. L’opera di Affleck, che si conferma ottimo regista e che migliora anche come attore andando avanti negli anni, è intensa, drammatica, ma allo stesso tempo ironica; è un ottimo thriller politico realizzato in pieno stile anni ’70.

GIUDIZIO: WW 1/2