Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Le Belve - Oliver Stone - W2M
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BelveBelve, Le
di Oliver Stone (2012)

La nuova opera di Stone trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Don Winslow, che ne ha curato la sceneggiatura insieme con Shane Salerno, e, in fondo, è una storia d’amore. Ovvero, ci fa vedere come con le leve adeguate, per amore tutti si possano rivelare delle belve. Vietato ai minori di anni 14, ha diverse sequenze violente, ma è capace anche di humour e, soprattutto, di stile. Il film inizia con la voce di O (Ofelia) che informa gli spettatori del “..fatto che io vi stia raccontando questa storia non significa che alla fine ne esca viva…”. Siamo a Laguna Beach, bella località californiana dove Ben (Aaron Johnson – Albert Nobbs), Chon (Taylor Kitsch – Gambit in X-Men le origini, Battleship) e O (Blake Lively – Lanterna Verde, dove ha trovato il marito Ryan Reynolds, già ex di Scarlett Johansson) vivono felicemente un ménage à trois. Ben è l’idealista del trio, che ha messo a frutto le sue due lauree in marketing e botanica migliorando e curando la migliore marijuana del mondo procurata da Chon, ex militare dei reparti speciali in Afghanistan. La qualità del prodotto attrae l’attenzione del potente capo del cartello messicano di Baja, Elena, detta La Reina (una convincente Salma Hayek) che offre ai due un accordo commerciale. Ben e Chon rifiutano l’alleanza con il cartello, volendo preservare la piccola dimensione del loro commercio, garanzia di elevata qualità. Purtroppo, ciò non piace alla Reina che scatena il suo brutale scagnozzo Lodo (Benicio Del Toro, molto bravo nel delineare il personaggio e le sue perversioni). Lodo colpisce Ben e Chon nel loro punto debole: rapisce e sequestra O. Toccare l’amore della loro vita scatena anche nel buddista Ben le peggiori pulsioni. La loro vendetta sarà senza confini e senza ritegno. Su tutto ciò si innesta l’agente DEA (l’agenzia federale antidroga) Dennis, viscido e corrotto funzionario, che ha il volto di John Travolta. In un crescendo di violenza, la vicenda prosegue fino al doppio finale, evidenziando come – se si toccano i giusti tasti – nessuno è potenzialmente esente da azioni riprovevoli. Stone, come sempre, ha voluto documentarsi dettagliatamente. Per esempio, ha ingaggiato dei consulenti specializzati in cannabis e in informatica, così da offrire il miglior lavoro possibile. Tra le chicche di post lavorazione, l’eliminazione della parte interpretata da Uma Thurman, il cui nome compare tra gli interpreti. Uma dava volto alla mamma di O, ma le scene dove appariva sono state tagliate dal regista perché, secondo lui, appesantivano la storia. Pare che l’attrice l’abbia presa con filosofia….

GIUDIZIO: WW