Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Una notte da leoni 3 - Todd Phillips - W2M
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Una notte da leoni 3Una notte da leoni 3
di Todd Phillips (2013)

Le prime due puntate hanno incassato quasi un miliardo di dollari; la terza è attesa al medesimo successo al botteghino delle precedenti. Per questo, gli autori hanno “chiuso il cerchio”, riportando i quattro a Las Vegas in un quasi “road movie” ricco di azione e momenti surreali. I soliti noti: Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Doug (Justin Bartha), insieme con la famiglia, sono impegnati a convincere Alan (Zach Galifianakis) a un ricovero presso un istituto psichiatrico. Le stranezze di Alan, infatti, arrivano al culmine con l’acquisto di una giraffa e con la sua tragica scomparsa perché lui non ha tenuto in doveroso conto l’altezza dei viadotti sull’autostrada. Le conseguenze di questo fatto si traducono in un infarto mortale per il papà e, quindi, la forzata accettazione da parte di Alan del ricovero. Ma durante il viaggio i quattro vengono violentemente fermati da una new entry: il bravo John Goodman che interpreta un cattivo boss ben deciso a riprendersi i 25 milioni di dollari in oro rubati quattro anni prima dal bieco Leslie Chow (Ken Jeong), evaso dal carcere di Bangkok nel quale era stato rinchiuso durante la seconda puntata. Per assicurarsi la lealtà del gruppo, il boss sequestra Doug. Il tempo a loro disposizione è poco e per risolvere la questione devono tornare a Las Vegas dove tutto è cominciato. Chow lascia dietro di sé un percorso di violenza, droga, festini e galli da combattimento (che fanno una brutta fine…). Ma Alan, vero protagonista del film, inaspettatamente trova l’amore in una commessa diversamente attraente (Melissa McCarthy, la Sookie di Una mamma per amica) che diventerà sua moglie sei mesi dopo i fatti. La spiegazione del titolo si ha alla fine del film, dopo l’inizio dei titoli di coda: è importante aspettare l’accensione delle luci prima di lasciare la sala. Ancora una volta, infatti, una notte lascerà il segno, soprattutto in Stu. Film simpatico, con diverse situazioni comiche e almeno una scena già cult: Alan che canta l’Ave Maria di Schubert al funerale del padre con una insospettata voce da cherubino. Il cast è ben affiatato e la storia, pur se non presenta la novità del primo film, è sufficientemente scorretta e accettabilmente costruita. Speriamo che la produzione non si faccia prendere la mano da una quarta avventura…

GIUDIZIO: WW