Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /home/.sites/90/site11/web/libs/func_kda.inc.php on line 168 Recensione di Gravity - Alfonso Cuaron - W2M
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GravityGravity
di Alfonso Cuaron (2013)

Si può dire che il film di Cuaron apra un nuovo capitolo del genere thriller sci-fi. Infatti, il rischio di ottenere un prodotto noioso era piuttosto alto. Invece, il risultato è una sorta di moderno 2001 Odissea nello spazio (del grande Stanley Kubrick), con una fotografia da Oscar, un 3D che – finalmente – vale il maggior costo (James Cameron ha dichiarato di averne invidiato l’inventiva e di aver provato un po’ di rabbia per non averlo girato lui…) e una Sandra Bullock veramente brava. Anche perché per i tre quarti del lungometraggio è l’unico personaggio nel buio solitario dello spazio. E catturare l’attenzione degli spettatori in queste condizioni non era certo facile. Ma Cuaron e la Bullock ci sono riusciti in pieno (il film è in testa agli incassi sia in Italia sia in USA). Presentato in apertura dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Gravity fa vedere il comandante, veterano dello spazio, Matt Kowalsky (un cognome che piace visto che ogni tanto viene utilizzato; per esempio, uno dei pinguini di Madagascar si chiama così, in Stargate ce n’era un altro e così via…) (un George Clooney che fa un po’ il verso a se stesso), sovrintendere alle attività extra-veicolari della dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock), esperta ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle Endevour, per eseguire dei lavori di manutenzione al telescopio Hubble. A causa di un’imprevista ondata di detriti causati dall’esplosione di un satellite russo, lo shuttle subisce gravissimi danni e gli altri membri dell’equipaggio vengono uccisi, lasciando alla deriva Kowalsky e Stone. L’unica possibilità è raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), piuttosto vicina, e da lì – tramite un modulo Sojuz – arrivare alla stazione cinese e rientrare sulla Terra. Il fattore tempo è cruciale: Stone sta finendo l’ossigeno e il ritorno dei detriti è vicino. Tutto sembra perduto quando Kowalsky si sacrifica così da dare a lei almeno una possibilità. La ISS è in situazioni pietose, arrivare alla stazione cinese sembra una chimera, le comunicazioni con la Terra sono praticamente impossibili. Stone, sola e disperata, deve trovare dentro di sé la forza e la volontà di salvarsi. Cuaron ha dichiarato che ha voluto girare il film come se fosse un documentario di Discovery Channel. E, in effetti, potrebbe davvero essere così grazie, anche, alle tecnologie utilizzate per effettuare le riprese. Tecnologie di ultimissima generazione tanto che il film ha richiesto ben quattro anni e mezzo per passare dall’idea alla realizzazione proprio perché al momento del progetto non esisteva ancora la tecnica necessaria.

GIUDIZIO: WW 1/2