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Maroon 5 - Songs about Jane
(2002)
Metti caso di avere un gruppo musicale, i Kara's Flower, che riesce finalmente ad avere un contratto discografico con una label indipendente di Los Angeles, metti di fare però un flop pazzesco e di dedicarti ad un B-project per non restare fermo e cercare ispirazioni migliori da riversare nel prossimo album del tuo gruppo. Metti poi che quel B-project si chiami Maroon 5 e produca un successo mondiale dietro l'altro come sono i pezzi contenuti in Songs about Jane... be', è quello che in realtà è successo ad Adam Levin e compagni, i quali ad oggi hanno ovviamente piantato definitivamente il fiore di Kara nel prato dei gruppi defunti! Lanciati in Italia, come spesso accade, da uno spot televisivo in heavy rotation il cui sottofondo musicale era la grintosa Harder to breathe (che inizialmente pensavo fosse opera di Thicke, autore della bellissima When I get you alone di un paio di stagioni fa), hanno definitivamente spaccato con la super hit This love. Un ottimo gruppo che miscela sapientemente R&B e pop-rock, questi Maroon 5, strizzando l'occhio a pubblici diversi grazie a sonorità molto ballabili e romantiche e ad un cantato che ricorda - a tratti in modo impressionante - quello di un mostro sacro come Stevie Wonder. Le due canzoni già citate aprono il disco in modo decisamente perfetto: ottimi biglietti da visita. A seguire arriva la chitarra-sitar di Shiver, un pezzo molto indovinato, dal cantato in farsetto seccamente scandito che fa tanto Michael Jackson style. Si prosegue alla grande con un lento strappa mutande come She will be loved, incalzata dalla wonderianissima Tangled che ci fa piombare nei luminosissimi raggi di The sun, dalla quale si sprigiona la calura del mezzogiorno californiano. Tutte belle, queste canzoni: molto orecchiabili e indovinate... forse quest'album non sarà un capolavoro di originalità, ma resterà certamente un classico che continuerà a vendere per anni e anni, un po' come lo storico Bigger, Better, Faster, More! delle Four Non Blondes. A far la parte del leone nella seconda metà dell'album è Sunday morning, il singolo attualmente on air su tutte le radio italiane e che ricorda vagamente un Jamiroquai senza aggiunta di marijuana. Ma non da meno è la bellissima Secret, con il suo ritmo elegante, da piano bar di prima classe; oppure la grintosa Through with you, in cui le doti vocali di Levin mostrano tutti i loro muscoli. Non manca anche un pezzo live, tanto per far capire che i Maroon 5 non sono un gruppetto che fa un album, un tour in playback per poi sparire nel nulla: Not coming home dimostra tutto il valore dei cinque ragazzi californiani. La chiusa dell'album è affidata a Sweetest goodbye, titolo quanto mai azzeccato per salutare i fans, che lascia nell'aria un pochino di malinconia e ci porta a premere nuovamente il tasto play per ricominciare tutto da capo. Debutto col botto!
GIUDIZIO: WWW
Visto il minimo comun denominatore di Songs about Jane, l'amore in tutte le sue sfumature, lo vedrei adatto a far da colonna sonora ad una commedia romantica e brillante... un qualcosa sullo stile di Notting Hill.
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