|
Niente di vero tranne gli occhi (F.N.)
di Giorgio Faletti (2004)
Non è facile dare seguito ad un'opera prima di enorme successo, come non dev'essere facile doverlo fare a distanza di soli due anni con un nuovo romanzo che risponda alle aspettative di critica e pubblico... spesso succede che l'opera in questione diventi un'operazione: di marketing, di stile, di scenografia e (azzardo) di scrittura di gruppo. E' il caso del "successore" di Io uccido - splendido, innovativo, avvincente thriller all'italiana di Giorgio Faletti, costato all'autore ben 10 anni di gestazione - di un libro intitolato Niente di vero tranne gli occhi: la sua trama è sicuramente originale, incuriosisce, offre alcuni buoni colpi di scena, scorre lineare e senza sbavature, ma per qualche motivo (che credo di aver individuato) non appassiona. Tutto ha inizio a New York con lo sconvolgente omicidio di Jerry Kho, star emergente del body painting dedita a droghe e sesso sregolato: il cadavere viene ritrovato nel suo atelier ancora ricoperto della vernice rosso sangue con cui aveva appena creato la sua ultima opera. Dopo averlo soffocato, l'assassino lo ha ricomposto come uno dei personaggi dei Peanuts di Schulz: dito in bocca e coperta di lana premuta contro un orecchio... Accanto a questa macabra versione di Linus un messaggio in codice sul muro che annuncia la prossima vittima: Lucy. Le indagini scattano immediatamente, ma con grande discrezione: Jerry Kho è infatti lo pseudonimo di Gerald Marsalis, figlio di Christopher Marsalis, il potente sindaco di New York, che chiama in aiuto il fratello Jordan, ex tenente di polizia sospeso qualche tempo prima dal servizio per una torbida vicenda. Jordan - seppur malvolentieri, avendo deciso di lasciare la città per sempre - si mette subito sulle tracce del killer, il quale continua però a colpire indisturbato: Chandelle Stuart, giovane ereditiera di una fortuna sconfinata che ha bruciato in vizi e stravizi viene trovata morta e composta come Lucy, appoggiata con fare sognante ad un pianoforte come se stesse ascoltando suonare il suo adorato Schroeder. Una frase lasciata dal serial killer - "Era una notte buia e tempestosa..." - fa pensare che la vittima designata per il prossimo, efferato omicidio sarà Snoopy... ma come scoprire la sua vera identità in una metropoli come New York e senza l'ombra di un indizio? Il bandolo della matassa inizia a svolgersi con l'ingresso in scena si Maureen Martini, giovane commissario della polizia italiana rimasta cieca ed orfana del suo grande amore a causa della ferocia di un boss della mala albanese, recatasi a New York per un trapianto di cornee. Improvvisamente inizierà ad essere tormentata da visioni allucinanti relative alle vittime degli omicidi, dando un contributo fondamentale alle indagini condotte da Jordan, il quale - tra sparatorie, un platonico menage amoroso con Lysa (uno splendido travestito) ed il conto che un passato tormentato gli presenta - riuscirà alla fine a scardinare la logica perversa del killer dando un senso alle assurde vicende narrate da Faletti... Il problema di Niente di vero tranne gli occhi sta proprio nell'autore, nel fraseggio forzatamente svolazzante, in metafore ad effetto tanto tirate per i capelli da apparire ridicole, artificiose, fastidiose. E poi questo americanismo iperaccentuato, questo volersi dipingere a stelle e strisce a tutti i costi perdendo tutto ciò di buono che aveva Faletti in Io uccido: una gran bella dose di italianità! Sembra proprio che qui il caro Giorgio abbia affinato la propria tecnica di ammiccamento ad Holywood, fonte certa di un'ottima pensione in quel paradiso che è l'Isola d'Elba: invece che strizzare l'occhio al cinema americano, Faletti strizza tutta la faccia, tutto il corpo addirittura, condendo il proprio romanzo di abbondanti ovvietà e luoghi comuni tipici del cinema e della letteratura di massa d'oltre oceano, parlando ad un pubblico yankee invece che a quello che dovrebbe essere il proprio pubblico di riferimento: il povero, bistrattato italiano medio. Non mi stupirei se sulla copertina del suo prossimo romanzo, nello spazio dedicato al nome dell'autore, invece che "Giorgio Faletti" trovassi "George Bedsetter"... Vilipendio alla bandiera!
GIUDIZIO: WW
Per carità, il libro è buono, si fatica a leggerne tutte e 500 le pagine, ma non è male... ma potrebbe fare di più. Un film ispirato a Niente di vero tranne gli occhi è quasi certo, per cui: bravo Faletti! Hai tutta la mia invidia. Perfetto nel ruolo di Jordan? George Clooney!!!
|