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Come Dio comanda
di Gabriele Salvatores (2008)
A cinque anni da Io non ho paura, Gabriele Salvatores porta sul grande schermo un'altra storia firmata Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda. Profondo nord-est, Rino Zena (Filippo Timi) è un uomo incattivito, razzista, violento. L'ignoranza e la mancanza di lavoro e lo portano ad idealizzare le ideologie naziste, insieme all'alcol unica ancora di salvezza per un uomo mediocre che si vede portar via il pane di bocca da disperati extracomunitari disposti a qualsiasi sacrificio pur di avere un salario da fame. La violenza è la sua valvola di sfogo, l'unico modo per farsi rispettare dagli altri. Questi sono i valori su cui l'uomo cerca di fondare l'educazione di Cristiano (Alvaro Caleca), il figlio quattordicenne che ha cresciuto da solo. Il ragazzo vive in apnea, immerso nel mare agitato della sua adorazione nei confronti del padre; ma Cristiano è un ragazzo timido, introverso, repulso dagli eccessi di Rino ed al tempo stesso forzato ad imitarli per conquistarsi l'approvazione paterna. Sua capsula di sicurezza, quasi un misto tra una figura materna ed un fratello minore, la presenza costante del buon Quattro Formaggi (Elio Giordano), ex manovale collega del padre rimasto fulminato dai fili dell'alta tensione e regredito in un piccolo mondo tutto suo, tra fervore religioso e candore infantile, intervallati da una contrastante ossessione per una bionda pornodiva. Sempre sull'orlo della separazione - a causa della costante minaccia di un assistente sociale (Fabio De Luigi) di mandare Cristiano in un istituto - il trio vive nel precario equilibrio di un amore viscerale, il cui perno è proprio Rino, eccessivo nell'amore come in tutto il resto. Basterà una folata di vento, un violento scroscio di pioggia per far cadere tutti e tre nel baratro della disperazione: un tragico quanto disprezzabile momento di follia porterà allo sconvoglimento delle vite di Rino, Cristiano e Quattro Formaggi ed a stroncare una quarta giovane vita. Un film intenso e crudo, vero come la realtà che ci circonda e che preferiamo ignorare, anche se risulta sempre più difficile; un film che parla di disagi sociali senza mai nemmeno sfiorarne le cause, ma concentrandosi sugli effetti e su come, anche se malato, l'amore tra il peggiore dei padri ed il più sfortunato dei figli riesca - a tratti - a splendere come un faro nella notte. Meravigliosamente interpretato da Filippo Timi - assolutamente perfetto per il ruolo - ed il giovane Alvaro Caleca, Come Dio comanda conferma una volta di più il grande talento e l'impressionante versatilità di un grande interprete del nostro cinema: Elio Giordano. Straziante!
GIUDIZIO: WW 1/2
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