Il regista, anche produttore di action come Lara Croft – Tomb Raider, si cimenta con il remake di un classico del 1972 che vedeva protagonista Charles Bronson. Al suo posto troviamo Jason Statham, uno degli attori più impegnati in ruoli da “duri e puri”, tanto da essere considerato il vero erede della generazione di Stallone e Schwarzenegger.
Il nostro - Arthur Bishop - è quello che in gergo si chiama “Mechanic” (che, tra l’altro, è il titolo
inglese della pellicola), cioè un esecutore senza compromessi, pulito, solitario e privo di incertezze, anche morali.
Il suo unico scopo è portare a termine la missione affidatagli come se fosse un incidente.
Dean (Tony Goldwyn) è il manager cui fa riferimento, a capo di un’importante organizzazione fondata insieme con Harry (Donald Sutherland), mentore di Arthur.
Ed è proprio Harry il bersaglio della missione affidata ad Arthur. Come gli spiega Dean, l’ormai anziano e paraplegico leader ha venduto i suoi compagni ed è diventato un pericolo per la stessa struttura.
Il lavoro è eseguito con la solita perizia e professionalità, ma Harry ha un figlio scapestrato, Steve (Ben Foster) che si “appiccica” ad Arthur con l’intenzione di diventare come lui e di scoprire chi ha ucciso il padre.
Nonostante la sua abitudine a lavorare da solo, forse un po’ influenzato dal fatto di avere posto fine alla vita di una persona comunque importante per lui, Arthur accoglie il ragazzo e gli insegna il mestiere.
Tuttavia, Steve vuole fare di testa sua e i lavori non sono più così “puliti”. Insieme, però, trovano le prove che è Dean ad aver venduto la compagnia: l’eliminazione di Harry era necessaria proprio per evitare che scoprisse il tradimento.
Da qui è facile immaginare l’obiettivo della coppia di “Mechanic”. Non vengono risparmiati assalti, uccisioni ed esplosioni da ambo le parti, fino all’inevitabile conclusione.
Ma Arthur è fondamentalmente un solitario e solo tornerà a causa di un’unica concessione al sentimentalismo.
Film d’azione, con diverse scene violente in cui il sangue scorre e con coreografie spettacolari. Buona la recitazione degli attori, che sono ben “in parte”. Statham è un degno sostituto di Bronson e questa versione non ha alcunché da invidiare all’originale.