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Uomo nell'ombra, L'
di Roman Polanski (2010)
L’11 febbraio di quest’anno al Festival di Berlino la piu’ recente opera del regista americano di origini polacche ha vinto l’Orso d’argento per la miglior regia. Un riconoscimento alla qualita’ dell’opera ispirata al libro dello scrittore inglese Robert Harris Il ghost writer (in Italia edito da Mondadori). Molti hanno visto Tony Blair nella figura dell’ex primo ministro britannico Adam Lang (nel film interpretato da Pierce Brosnan); ne’ il regista, ne’ gli attori, ne’ lo scrittore hanno commentato questa ipotesi. Probabilmente ci sono tanti richiami, ma in fondo molti dei protagonisti della politica mondiale degli ultimi anni si possono riconoscere in certe situazioni. Polanski riesce a intrecciare situazioni da fantapolitica, thriller e umanita’ in modo magistrale; come spesso fa non e’ tenero con la politica americana e il suo corollario (leggi alleati). D’altronde anche l’America non va per il sottile con lui (il regista e’ tutt’ora agli arresti domiciliari in Svizzera per il supposto stupro di una minorenne risalente a oltre 30 anni fa e il magistrato che ne ha chiesto l’estradizione e’ in corsa per un’importante carica politica...). Il film inizia e finisce con la stessa modalita’, a sottolineare che certi interessi non perdonano. Un ghost writer (Ewan McGregor) che ha al suo attivo una biografia di un mago viene chiamato a sostituire il precedente collaboratore dell’ex primo ministro britannico – ora trasferitosi negli USA in una localita’ isolata vicino a New York – per “mettere in bella copia” il voluminoso libro delle sue memorie. L’offerta e’ molto allettante: per un mese di lavoro ricevera’ un compenso elevatissimo, anche se si dovra’ trasferire nella sede dell’ex premier. Appena “arruolato” nello staff subisce una strana rapina; infatti, due balordi gli sottraggono il pacco di pagine che l’editore americano (un James Belushi in cameo) gli ha affidato, semplicemente per avere il suo parere su un libro che vorrebbe pubblicare. Il dubbio comincia a insinuarsi nello scrittore, ma il suo agente “che ha dei figli da mantenere” e la sfida professionale lo portano negli Stati Uniti dove conoscera’ il luogo di lavoro (una specie di “fortezza” su un’isola), la moglie del premier, combattiva e piuttosto presente nelle scelte effettuate dal marito (un’ottima Olivia Williams), l’assistente Amelia forse amante del premier (Kim Cattrall in un’egregia prova dopo la fashion victim di Sex and the City). A causa della denuncia alla Corte dell’Aja per crimini di guerra fatta dal suo ex ministro degli esteri, Lang si trova al centro della bufera. Per evitare possibili assedi, il ghostwriter viene trasferito all’interno della fortezza anche per dormire e gli viene assegnata la stessa camera – ancora non liberata dagli effetti personali – occupata da chi l’aveva preceduto. E’ qui che trova nascosta una busta contenente alcune foto dell’epoca universitaria e alcuni appunti, tra cui un numero telefonico sconosciuto. Curioso di chiarire alcuni punti oscuri delle memorie, soprattutto relativi al periodo universitario, il ghostwriter inizia una sua personale indagine entrando in contatto con un ben conosciuto professore e con l’ex ministro degli esteri. In un crescendo di inquietudine e di suspence, gli eventi precipitano fino alla scoperta del segreto nascosto nelle pagine della biografia e al conseguente “rimedio” messo in pratica da chi non accetta minacce al suo potere. Un film forte, coinvolgente, recitato benissimo (l’unico un po’ debole e’ Pierce Brosnan, ma forse perche’ non riesce a staccarsi dal personaggio bondiano...), soprattutto da McGregor. Per chi ama Polanski e per tutti coloro che apprezzano i thriller ben fatti.
GIUDIZIO: WW 1/2
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