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Iron Man 2
di Jon Favreau (2010)
Secondo capitolo delle imprese dell’uomo d’acciaio di Marvelliana creazione. Ricco di new entry: dal cattivissimo fisico russo Ivan Vanco (che diventa il geniale Whiplash con fruste neuroniche potenzialmente mortali) interpretato da un tatuato e redivivo Mickey Rourke, a una bruna Scarlett Johansson, che dà volto e fisico a una segretaria che nasconde molto, a Samuel Jackson in un cameo in cui interpreta il capo di un’organizzazione governativa che più segreta non si può, al regista che si è riservato (come già faceva Hitchcock) un piccolo ruolo (è lui, infatti, l’autista di Iron Man). Effetti speciali a go-go, ritmo incalzante, scontri e passioni – fino all’attesissimo bacio tra Toni Stark e Pepper Potts (sempre con i volti di Robert Downey, jr e Gwyneth Paltrow) –, per 129’ di film che, obiettivamente, paiono pure troppi. Infatti, questa seconda puntata ha perso parte dello smalto della prima, sicuramente migliore dal punto di vista di freschezza, novità e storia. L’inizio ci mostra in una Mosca invernale una persona “male in arnese” che assiste il povero padre morente che lo lascia dicendogli che tutto quello che può dargli è il suo sapere. Il nostro Tony Stark – splendente in contrasto con le immagini precedenti – si trova di fronte alla scoperta che il suo fisico si sta avvelenando con il palladio che lo mantiene in vita; inoltre, un invidioso concorrente, Justin Hammer (un giusto odioso Sam Rockwell) tenta di screditarlo presso una commissione senatoriale e presso l’esercito. Deciso a godersi gli ultimi sprazzi di vita, Tony nomina direttore generale la sua fedele segretaria Pepper e le scarica tutte le responsabilità andando a guidare la sua vettura nella corsa commemorativa a Montecarlo. Al suo posto, come segretaria assistente, sceglie Natasha (Scarlett Johansson) dopo che lei ha steso al tappeto il suo fedele autista, cultore della nobile arte. E questo è il momento scelto da Vanco per far conoscere al mondo il suo potere e le sue qualità. Iron Man riesce a malapena a fermare Vanco e le sue micidiali fruste; al ritorno in patria, piuttosto malconcio, scopre che qualcuno del Governo l’ha tenuto d’occhio. Samuel Jackson, con benda nera da pirata, lo costringe a ritornare al suo ruolo e gli consegna del materiale lasciato dal padre in attesa che lui fosse pronto a capirlo. Dal filmato che il padre aveva girato per lui, Stark capisce quanto fosse sbagliata la sua interpretazione dell’interesse del genitore per lui e, impegnandosi, riesce a trovare la soluzione vincente per la sua vita e per sconfiggere Vanco, nel frattempo alleatosi con Hammer. L’odio di Vanco risale ai tempi dei genitori, quando suo padre era socio di Stark senior; le sue notevoli capacità sono tutte al servizio della sua vendetta, portata avanti nei panni di Whiplash. Un odio che viene ben sfruttato da Hammer, cinico rappresentante di un certo tipo di potere. Ad aiutare Iron Man, oltre ai soliti Potter e all’amico colonnello, anche la nuova segretaria, che in realtà ricopre questo ruolo come copertura della sua identità di Vedova Nera, agente di Samuel Jackson. Naturalmente lo scontro finale può avere una sola soluzione, anche perché è già pronta la terza puntata…
GIUDIZIO: W 1/2
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