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Prince of Persia - Le sabbie del tempo
di Mike Newell (2010)
Una bella favola classica, dove il lieto finale è assicurato, ma – per conquistarlo – il protagonista dovrà superare diverse prove e dimostrare di essere coraggioso, onesto e puro di cuore come si conviene a una fiaba.
I cattivi esistono naturalmente e li trovi dove meno te lo aspetti e quelli che, sulla carta, lo sono in realtà dimostrano più lealtà che cattiveria.
Versione cinematografica di un famoso videogioco, conta sul Re Mida Jerry Bruckheimer (quello di Jack Sparrow, per intenderci), praticamente un sigillo di successo, importante perché questa trasposizione sia nel filone di Tomb Raider e Resident Evil invece che in quello flop di altri videogiochi trasformati in lungometraggi.
Oltre che sul produttore, Le sabbie del tempo basa le sue armi vincenti sul regista (Quattro matrimoni e un funerale), sui muscoli (Jake Gyllenhaal si è sottoposto a un durissimo allenamento per aumentare la sua massa muscolare), sui paesaggi marocchini (le ambientazioni ricordano Lawrence d’Arabia), sulla bellezza della principessa Tamina (Gemma Arterton passata da 007 – era la bella che moriva ricoperta d’oro – alla mitologia – Io in Scontro tra titani -) sugli effetti speciali e anche sull’ironia.
Ambientato nel periodo storico in cui i Persiani erano il popolo vincente e la Persia estendeva la sua influenza su tutta l’Asia Minore, vede un ragazzino orfano – Dastan (Gyllenhaal) – che vive di espedienti sulla strada.
Un giorno, in un mercato, Dastan interviene per difendere un amico dalle guardie. Caso vuole che sia presente il re, che non solo lo salva da un’ingiusta punizione, ma lo adotta facendolo diventare il suo terzo figlio.
Crescendo i tre principi hanno anche, come punto di riferimento in famiglia, lo zio Nizam (Ben Kingsley); tutt’altro che un limpido esempio di lealtà, come Dastan e i fratelli si accorgeranno a loro spese.
A seguito di informazioni fornite su una supposta vendita proibita di armi, il principe ereditario invade Alamut, città sacra dove la principessa Tamina è la custode di un pugnale a sabbia, molto particolare.
Lo scoprirà Dastan che deciderà di aiutare Tamina a raggiungere il luogo segreto dove portare, in caso di massimo pericolo, il prezioso coltello.
Durante il viaggio incontreranno i ladri del deserto, supposti predoni ed efferati assassini, che – invece – diventeranno fidati alleati, utilissimi in quanto altri si riveleranno i veri nemici.
La scoperta che la Setta degli assassini non è stata sciolta, ma è viva, vegeta e con tutti i suoi arcani e proibiti poteri (ottimi gli effetti speciali che muovono le sabbie e portano le vipere del deserto ovunque gli Assassini vogliano), costringerà Dastan, Tamina e i loro alleati a correre contro il tempo, per salvare la storia conosciuta.
Proprio il potere di “riavvolgere” il tempo è il segreto nascosto nel pugnale; un potere che Dastan scopre per caso e che è ciò che fa gola al cattivo di turno.
Un potere che premierà la saggezza acquisita da Dastan, al termine del suo percorso di crescita.
116’ adrenalinici, come si conviene a un film di avventura tratto da un videogioco, godibile da tutta la famiglia; un momento di relax, con giusti valori e messaggi, come ci si aspetta appunto da una buona fiaba.
Il filone dei movie game è solo all’inizio: nei prossimi mesi sono previsti una decina di trasposizioni da altrettanti videogiochi; tra gli altri: The Sims, Lost planet, World of warcraft, Bioshock…
GIUDIZIO: WW 1/2
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