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Robin Hood
di Ridley Scott (2010)
La premiata ditta Scott/Crowe torna in un film dedicato a uno dei personaggi leggendari piu’ rappresentati sullo schermo: Robin Hood, appunto. Rispetto ai trailer in cui ricordava molto la prima opera della coppia – Il Gladiatore –, il lungometraggio in realta’ non lo richiama piu’ di tanto. Con circa 200 milioni di dollari a disposizione (un budget molto consistente anche per le cifre che girano negli ultimi tempi), Scott ha realizzato un film d’azione, con scene di battaglia di ottimo livello. Il regista ha scelto di raccontare una storia diversa da quella che normalmente viene rappresentata; una sorta di “origini” della leggenda, oltre che un racconto di tradimenti. Tradisce il miglior amico (cosi’ lui crede) di Giovanni, Sir Godfrey interpretato da Mark Strong ancora in un ruolo perfido dopo Sherlock Holmes, tradisce Giovanni (Matthew Macfadyen), tradisce anche re Riccardo. Il Robin di Scott e’ un arciere molto abile al seguito di re Riccardo Cuor di Leone (Danny Huston); all’inizio del XII secolo il re sta tornando dall’ennesima Crociata, durata dieci anni, e – per “sbarcare il lunario” – con il suo esercito assalta i castelli dell’alta Francia. In uno di questi assedi il re muore colpito da una freccia nemica, ma il suo destino era comunque gia’ deciso “a tavolino” dal fratello reggente Giovanni che – insieme con l’amico Sir Godfrey – trama per non cedere la corona. Un re Riccardo non particolarmente giusto, che punisce il soldato Robin e i suoi compari che pure aveva spinto a dire la verita’. A seguito della morte del re, Robin e il suo gruppo (che comprende due veri amici di Russell: Alan Doyle e Kevin Durand per le parti di Allan e Little John) lasciano l’esercito, imbattendosi nel gruppo di cavalieri, incaricati di riportare in patria la corona di re Riccardo, trucidati dai loschi figuri di Sir Godfrey. Uno dei cavalieri, sir Robert, in punto di morte incarica Robin di riportare al padre sir Walter di Nottingham (William Hurt) la sua spada. A Nottingham la vita per Marion – moglie di sir Robert e nuora di sir Walter, vecchio e cieco – e’ tutt’altro che facile: tasse, soperchie dello sceriffo, incursioni dei piccoli orfani che vivono nella foresta, ma lei (una sempre bravissima Cate Blanchett, per la prima volta in un film con il compatriota Crowe) tiene duro con grande determinazione e dignita’. Presi i panni dei cavalieri, Robin e il suo gruppo arriva a Nottingham e qui accetta la proposta del vecchio sir Walter di prendere il posto del figlio; in cambio egli gli raccontera’ chi era davvero il padre che Robin non ricorda. Nel frattempo sir Godfrey continua a tramare alle spalle di re Giovanni e, insieme al re di Francia Filippo il Bello, organizza l’invasione dell’Inghilterra. Ma non sempre i piani vanno come sono pensati; la scoperta delle origini da parte di Robin, la voglia di giustizia di alcuni nobili e l’adattamento alle circostanze di re Giovanni fanno si’ che sir Godfrey e Filippo di Francia siano sconfitti e l’invasione stroncata sul nascere. Ma non sara’ un fatto positivo per Robin: il re Giovanni vede in lui un potenziale rivale, approfitta delle sue umili origini e si rimangia la parola data prima dell’invasione. Da questo momento, sara’ lotta senza quartiere tra il re e la sua cricca e Robin e il suo gruppo. Entrando nella foresta entrera’ anche nella leggenda. Ottimi attori, buona impostazione e sceneggiatura, si parte prevenuti e si esce piu’ soddisfatti che delusi.
GIUDIZIO: WW
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