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A-Team
di Joe Carnahan (2010)
Non fanno rimpiangere gli originali: questo in estrema sintesi il commento a fine visione. Liam Neeson nel ruolo del colonnello John Hannibal Smith e’ bravo come George Peppard; Bradley Cooper, il luogotenente Templeton detto Sberla, nel serial interpretato da Dirk Benedict, da’ al suo personaggio un tocco di “dark” che non guasta e aggiunge alla capacita’ inventiva anche un gusto per le armi e la spavalderia con le donne (con una soprattutto); il capitano Howling “Mad” Murdock, pazzo geniale pilota, ha il volto di Sharlto Copley e, anche lui, regge bene il confronto con Dwight Schultz; il forzuto sergente Bosco P.E. Barracus e’ oggi interpretato da Quinton “Rampage”Jackson, in Italia praticamente sconosciuto ma negli USA famoso esponente del ramo “arti marziali”. Forse Mr. T emergeva maggiormente nel team e Jackson e’ piu’ in disparte, ma non sfigura e, comunque, Mr. T non doveva confrontarsi con un attore del calibro di Liam Neeson (indimenticabile nel film Schindler’s List) e con la faccia lanciatissima di Bradley Cooper (dopo lo straripante successo di Una notte da leoni, e’ al botteghino con due film: The A-Team appunto e All about Steve con il premio Oscar Sandra Bullock, e presto lo vedremo in The Dark Fields con Robert De Niro e Abbie Cornish). Mr. T, tra l’altro, ha rifiutato un cameo. La storia inizia in Messico ed e’ la scusa per raccontare come il team si e’ formato. Un’azione condotta dal colonnello e Sberla e’ l’occasione per trasformare una coppia in un vero gruppo di “fuori di testa”, indispensabile all’esercito per realizzare azioni al limite del possibile. Ritroviamo il gruppo otto anni e ottanta azioni dopo, tutte di successo, che hanno trasformato l’A-Team in una sorta di leggenda. Il suo colonnello, i suoi sigari e la sua frase “Adoro i piani ben riusciti” sono una garanzia, ma – come sempre succede – scatenano anche la voglia di incastrarli. E cio’, puntualmente, avverra’ nel corso di un’azione in Iraq, tesa al recupero di matrici per la stampa di dollari falsi. La missione viene loro affidata da un oscuro Mr. Lynch, agente CIA a Bagdad. Contemporaneamente, il Dipartimento americano incarica un’affascinante tenente (Jessica Biel) di recuperare le stesse matrici. Il generale Morrison, capo del colonnello Hannibal Smith, ufficialmente sa di non poter autorizzare l’A-Team per questa missione, ma ufficiosamente da’ il suo assenso. Purtroppo l’azione si rivelera’ un fallimento con un attentato mortale portato direttamente al cuore dell’esercito. I quattro saranno condannati, privati dei loro gradi e incarcerati in diversi istituti di pena per una decina di anni; anche il tenente verra’ degradato, pur mantenendo il suo lavoro e il compito di recuperare le matrici. Tuttavia, il ruolo dell’A-Team nei piani di Mr. Lynch non e’ finito. Li aiutera’ a evadere e fornira’ degli spunti per il recupero delle matrici (e dei soldi) anche con la prospettiva di un loro reintegro. Mai pensare che l’A-Team si possa mettere nel sacco piu’ di una volta. Cio’ che scopriranno, infatti, sara’ piuttosto scioccante. La bella ex-tenente, poi, si rivelera’ piu’ disponibile e affidabile di altre persone e, alla fine, aiutera’ i quattro a entrare nella “sicurezza” della clandestinita’. Ottime fotografie (il direttore e’ l’italiano Mauro Fiore, premio Oscar per Avatar), ritmo incalzante e mai noioso, momenti di ironia e divertimento (impagabile Murdock in conversazione swaili) fanno dei 116’ del blockbuster prodotto da Ridley Scott per la 20th Century Fox un momento di pura evasione. Primo di una serie di film dove l’amicizia di squadra e’ il tema portante (sono attesi The Expendables con il trio Stallone, Willis e Schwarzenegger, Salt con la Jolie, tanto per citarne due), The A-Team si prenota per un buon successo di pubblico.
GIUDIZIO: WW 1/2
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